Acidità di stomaco e malattia da reflusso gastro-esofageo sono tra i disturbi più diffusi in Italia e in generale in tutti i Paesi occidentali. Alla loro origine ci sono soprattutto stili di vita scorretti: dieta non equilibrata ricca di grassi e zuccheri, abuso di alcolici e caffè, stress cronico.

Dopo un’accurata diagnosi medica, si possono assumere gli Inibitori di Pompa Protonica (PPI), come il pantoprazolo, utili in caso di reflusso gastro-esofageo e acidità gastrica. I PPI hanno come indicazioni terapeutiche:

  • acidità gastrica e reflusso gastro-esofageo: la prima è caratterizzata da una sensazione di bruciore all’altezza dello stomaco mentre nella seconda si estende all’esofago e alla gola;
  • eradicazione dell’Helicobacter pylori, che è il batterio responsabile della maggioranza delle ulcere peptiche. Viene usato in associazione ad antibiotici;
  • prevenzione dell’ulcera peptica in pazienti, che seguono terapie croniche con FANS e/o corticosteroidi.

I PPI, se usati in modo cronico (più di uno o due mesi), possono dare numerosi effetti collaterali, tra cui, attraverso l’innalzamento del pH gastrico, con conseguente diminuzione dell’attività battericida dell’acido cloridrico, una “risalita” dei batteri di norma presenti nel colon verso l’intestino tenue. Questa condizione prende il nome di SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrowwth), che è una forma di disbiosi, caratterizzata da diarrea, dolori addominali e gonfiore.

I consigli per mantenere un “sano” microbiota intestinale sono:

  • seguire una dieta sana e bilanciata, ricca di frutta, verdura e cereali integrali. Bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno.
  • fare attività fisica aerobica quotidiana;
  • evitare fumo, alcol, bevande zuccherate.

Se si assumono in modo cronico farmaci, che alterano il microbiota intestinale, come PPI, assumere probiotici di elevata qualità, capaci di resistere all’acidità gastrica, ai succhi pancreatici e alla bile, di aderire alla mucosa intestinale e di produrre vitamine B.

Chiedi al tuo farmacista, perchè i probiotici non sono tutti uguali!